Così aiutiamo gli anziani in fuga dalle tasse

Così aiutiamo gli anziani in fuga dalle tasse

Articolo pubblicato su “LA STAMPA” dell 17/04/2016 ecco come aiutiamo i pensionati italiani a trasferirsi in Portogallo.

Malgrado il lieve calo dovuto al terrorismo, crescono le agenzie per i turisti over 60

«Appena arrivano li sistemiamo in albergo, giusto il tempo di cercare una casa. Li assistiamo per il contratto di locazione, l’iscrizione all’Aire (anagrafe residenti all’estero, ndr) e al fisco locale. Nel frattempo ci occupiamo noi di tutti i loro documenti, dal Cud al conto corrente, fino all’avvio delle pratiche in Italia, all’Inps, per la defiscalizzazione». Rosario Fazio nel 2013 si è inventato un nuovo lavoro: l’agente per la terza età all’estero o, ancor meglio, per i turisti della previdenza. Sono gli italiani a riposo che scelgono di vivere altrove pur di pagare meno tasse sulla pensione. Un piccolo esercito in costante crescita: oltre 41 mila calcolati dal 2003 al 2015, con un incremento dell’83,5% negli ultimi cinque anni (circa 20 mila). Il picco tra il 2013 e il 2014, quando la Tunisia sembrava l’Eldorado degli over 65. Poi, nel 2015, tutto è cambiato. Tre terribili attacchi terroristici hanno affossato l’attrattiva del Paese del Maghreb.

 

Anche Rosario, che lì aveva aperto la sua prima sede, si è trasferito: «Abbiamo ancora un presidio ad Hammamet, ma non è più la stessa cosa. Su seicento residenti italiani trecento li avevamo portati noi. Giravamo con due pulmini, venti arrivi al mese. Ora al massimo sono tre». Così Rosario ha scoperto il Portogallo. Per una fortunata coincidenza il governo di Lisbona gli ha fatto un regalo: niente tasse per dieci anni ai pensionati che arrivano dall’estero. Rosario offre servizi per Tunisia, Portogallo e Bulgaria, le mete più richieste negli ultimi anni. Funziona così: basta andare sul suo sito, (www.portogallodavivere.com) e contattarlo. Il pacchetto costa 1.200 euro, «servizio completo da quando arrivano a quando hanno la pensione defiscalizzata». E qui i tempi non sono standard. «Dipende da come lavora la sede locale dell’Inps che deve sbrigare la pratica. Si va dal mese secco di Monza e Brianza ai tre mesi di Roma, ai sei della mia amata Sicilia». Rosario ha lasciato Catania senza troppi rimpianti, ma con un po’ di rabbia: «Facevo l’imprenditore edile, quindi anche io ero tartassato dallo Stato e me ne volevo andare. So cosa vuol dire aver problemi con le tasse». Rosario non è il solo. Agenzie specializzate ne esistono da anni, ma solo negli ultimi, con l’esplosione del fenomeno, si stanno moltiplicando. «Nuova vita», «Vivere alle Canarie» «Canarie per te», sono solo alcuni dei nomi dal sapore sempre invitante. Hanno intercettato un’esigenza comune che prima sembrava appannaggio solo dei più ricchi. «Si tratta di pensioni medio-alte – dice Ivan Pedretti, leader della Spi-Cgil – Non sono poveri, ma gente già abituata a muoversi e a capire dove si pagano meno tasse». Non concorda Rosario: «E’ vero, prima ci contattava gente con pensione dai 3 mila in su. Adesso invece molte richieste arrivano da chi prende 800-1000 euro». Sono le convenzioni internazionali siglate dall’Italia a permettere tutto questo, un’opportunità che per alcuni è considerata dannosa per le casse dello Stato e non troppo giusta. Secondo il presidente dell’Inps, Tito Boeri, «è un fenomeno che erode la base imponibile. Molti pensionati ottengono l’esenzione dalla tassazione diretta e non consumano in Italia, creando effetti anche sulla tassazione indiretta». Basta rispettare la regola di permanenza, 6 mesi e un giorno sia per il Portogallo sia per la Tunisia (dove le tasse pesano il 2%). Un pensionato italiano così può stare metà anno all’estero e metà anno in patria, approfittando di servizi sanitari e sociali per i quali non paga più imposte. «In teoria è vero – risponde Rosario – Ma al massimo tornano un mese, per i figli e i nipotini. Sapete perché? Qui con 10 euro mangiano pesce fresco tutti i giorni al ristorante, mica la pizza». Su 500 clienti, Rosario non ne ha mai visto neanche uno tornare definitivamente: «Mi chiedo solo perché l’Italia non faccia la stessa cosa, magari per aiutare le regioni del Sud. Se defiscalizzasse sarebbe un incentivo per i pensionati stranieri. Ne arriverebbero a frotte. E invece sono sempre meno».

GIACOMO GALEAZZI, ILARIO LOMBARDO

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