Orçamento do Estado 2020: tassa 10% sulle pensioni italiane? Facciamo chiarezza.

orçamento do estado 2020

Alla luce delle notizie che si stanno diffondendo in Italia ed all’estero nelle ultime ore, in merito ad una possibile tassazione sugli emolumenti pensionistici di diritto privato presente in una proposta di modifica all’Orçamento do Estado 2020, in qualità di consulente per Vadovia Consulting, ritengo opportuno e doveroso fare chiarezza.

Nei precedenti mesi, abbiamo diverse volte informato i nostri connazionali con degli articoli apparsi sul nostro sito e la pagina Facebook aziendale, circa la possibilità dell’inserimento di un’aliquota sulle pensioni fruite dai pensionati stranieri che decidono di trasferire la propria residenza in Portogallo.

L’intento era ed è quello di portare un po’ di luce laddove l’informazione da parte degli “addetti ai lavori” mancava, era carente o peggio, viziata da fini commerciali. Ed è in tale ottica e nel rispetto della finalità di questo articolo che analizzeremo nel dettaglio l’emendamento di modifica della legge finanziaria 2020 (Orçamento do Estado 2020) presentato ieri, 27 Gennaio 2020, all’Assemblea della Repubblica a firma dei deputati del Partito Socialista.

Per poter fare chiarezza è necessario basarsi sui fatti, non sulle speculazioni: invitiamo pertanto le testate giornalistiche italiane di punta come Tgcom24 e Repubblica a scoraggiare la disinformazione, rettificando quanto asserito negli articoli pubblicati in data 28 Gennaio 2020.

Invero, dall’analisi della suddetta proposta di modifica dell’Orçamento do Estado 2020, non si riscontra nessun “pagamento minimo di 7500 euro” per i pensionati stranieri che decidono di trasferirsi in Portogallo. Infatti, come correttamente evidenziato nell’articolo comparso su l’Expresso e firmato dalla giornalista Elisabete Miranda intitolato “Residentes não habituais: Governo exige 10% de IRS a pensões do estrangeiro”, benché inizialmente proposta una tassazione minima di 7.500 euro per ciascun pensionato, nella versione finale presentata all’Assemblea della Repubblica, non vi è traccia di tale mozione; in primo luogo per non pregiudicare i cittadini portoghesi emigrati all’estero che potrebbero usufruire del regime dei Residenti Non Abituali, rimpatriando in Portogallo. In secondo luogo, la tassazione di 7.500 euro risulterebbe particolarmente iniqua per il redditi da pensione più bassi.

Per la precisione, la proposta di modifica dell’Art. 72.°, comma 12 diventerebbe il seguente: “Os residentes não habituais em território português são ainda tributados à taxa de 10% relativamente aos rendimentos líquidos de pensões, incluindo os da categoria H e os previstos na alínea d) do n.º 1 e subalíneas 3) e 11) da alínea b) do n.º 3 do artigo 2.º, quando, pelos critérios previstos no n.º 1 do artigo 18.º, não sejam de considerar obtidos em território português, na parte em que os mesmos, quando tenham origem em contribuições, não tenham gerado uma dedução para efeitos do n.º 2 do artigo 25.º.”

A ben vedere, in caso di approvazione della suddetta proposta che invitiamo a leggere nella sua interezza, i pensionati che si trasferirebbero in Portogallo successivamente all’entrata in vigore di tale provvedimento, sarebbero chiamati al pagamento di un “Imposto sobre o Rendimento de Pessoas Singulares “ (IRS) – l’equivalente IRPEF – pari al 10% dei propri emolumenti pensionistici percepiti. Al contrario invece, l’eventuale e novellato art. 207° – Disposição transitória no âmbito do IRS – lascerebbe inalterata la posizione di coloro i quali hanno trasferito la residenza in Portogallo nel decennio 2009 – 2019. Nello specifico però, richiamando il principio del legittimo affidamento, rimarrebbero esenti dall’imposizione fiscale portoghese, tutti soggetti passivi che risultano già iscritti come Residenti Non Abituali o che ne hanno fatto richiesta e sono in attesa di verifica, nonché tutti coloro che alla data di entrata in vigore della legge sono considerati residenti fiscalmente in Portogallo e che richiedono l’iscrizione come Residente Non Abituale entro il 31 marzo 2020 o 31 marzo 2021 a seconda che il soggetto passivo si sia trasferito rispettivamente nel 2019 o nel 2020.

Concludiamo l’analisi specificando che, ad oggi, nessuno può dare la certezza della direzione che prenderà la politica fiscale portoghese nei confronti dei residenti stranieri. Pertanto tutti coloro che asseriscono con fervida sicurezza il verificarsi di un’ipotesi, piuttosto che un’altra, non solo promuovono la disinformazione, ma danneggiano gli stessi connazionali ai quali viene negato il diritto di poter prendere una decisione ponderata in merito ad un futuro possibile trasferimento. Pertanto, invitiamo tutti i nostri lettori ad attendere il 6 febbraio 2020, data di approvazione finale dell’Orçamento do Estado, per avere risposte certe.




A cura di Dott. Rummolino Simone




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