Portogallo: domande frequenti

Per ottenere l'accredito della vostra pensione lorda in Portogallo, non dovete essere stati residenti nel territorio portoghese nei cinque anni precedenti ľ'istanza. Dovrete essere in possesso di un contratto di locazione annuale, richiedere il c.f. portoghese, aprire un c.c. bancario in Portogallo, richiedere il certificato di cittadinanza europea, essere iscritti alľ AIRE e infine richiedere, con ľ'apposita modulistica, ľ'accredito della pensione alľ'estero.

Si è vero. I pensionati italiani che decidono di vivere in Portogallo e di trasferire la residenza sono tenuti al pagamento di una Flat Tax pari al 10%, alla luce dell’approvazione della legge finanziaria 2020, avvenuta il 31/03/2020.

Si, per ľ'esattezza 183 giorni ľanno e 184 in quelli bisestili. I 183 giorni possono essere anche non continuativi, ma sempre nell'arco dell'anno solare cioè dal 01/01 al 31/12. Su questo specifico punto, la legge portoghese precisa che: "qualora non fosse possibile ottemperare a quanto sopra è sufficiente manifestare ľ'intenzione di aver stabilito in Portogallo la propria residenza abituale." Questo ovviamente non esonera i pensionati residenti in Portogallo dal dover trascorrere un periodo superiore a 6 mesi ed un giorno fuori dal territorio italiano.

Si, i cittadini italiani residenti in Portogallo e più in generale, residenti alľ'estero hanno diritto a 90 giorni di cure primarie gratuite in Italia (118 e ricoveri). Si può altresì richiedere il modello S2 alla propria ASL di riferimento che servirà per ricevere trattamenti sanitari in tutti i paesi membri UE e quindi anche in Italia.

Si. Tutti i cittadini italiani hanno diritto all'assistenza sanitaria in Portogallo, inizialmente come semplici turisti, esibendo la tessera sanitaria europea. Una volta ottenuta la residenza in Portogallo, bisognerà richiedere il modello S1 alla propria ASL di riferimento, ed iscriversi al servizio sanitario portoghese.

Si, la patente rilasciata da un Paese UE e quindi anche dall’Italia è valida in Portogallo ed in tutti i Paesi dell’Unione. Non ha alcuna prescrizione se non la data di scadenza, la patente andrà poi rinnovata in Portogallo. Ricordiamo che il connazionale, dopo aver trasferito la residenza, ha l'obbligo di registrare la propria patente italiana presso l'IMT di Faro.

Si. L’auto immatricolata in Italia può circolare in tutti i Paesi UE. Chi decide di andare a vivere in Portogallo e vi trasferisce la residenza ha ľobbligo di immatricolarla entro 1 anno e l'auto deve essere di proprietà da almeno 6 mesi.

Molto dipende dalla località scelta, escludendo Lisbona, più cara come tutte le capitali europee, in città come Faro, nella regione dell’Algarve, oppure Olhao, Tavira, Villa Real i prezzi per un piccolo appartamento a livello degli standard italiani, si aggirano intorno ai 600/700 euro. Si riesce a risparmiare di più nella zona di Portimao dove gli affitti risultano ancora essere i più bassi della zona costiera.

Si può riuscire a trasferirsi in Portogallo e far tutto con 2.500/3.000 euro a coppia. Organizzando bene il trasferimento all'estero, si può spendere molto meno che in una vacanza di 15 giorni. Un ruolo decisivo lo giocherà il vostro contatto in Portogallo. Se l’organizzazione a cui vi affiderete lavorerà seriamente il costo dei servizi resi sarà ampiamente ammortizzato. Eviterete errori grossolani, perdite di tempo e inutili viaggi che si traducono in minori esborsi. Solo chi ha una conoscenza diretta e profonda del territorio, degli uffici, degli hotel e del mercato immobiliare vi potrà aiutare e consigliare al meglio.

Il costo della vita in Portogallo è inferiore rispetto a quello italiano, anche se negli ultimi anni è aumentato a causa del sempre crescente afflusso di pensionati da tutta Europa. Consigliamo il trasferimento per coloro che percepiscono una pensione pari a circa 1500 euro mensili.

Dopo aver espletato tutte le pratiche per richiedere la residenza in Portogallo, bisognerà attendere 6 mesi dall'iscrizione AIRE per tutto coloro che si sono trasferiti nella prima metà dell'anno, come da Circolare INPS del 05/10/2017.

Purtroppo no. La convenzione tra Italia e Portogallo fa una netta distinzione tra pensionati dello Stato, quindi ex INPDAP e pensionati di diritto privato. I primi vengono esclusi dalla possibilità di accedere alle agevolazioni fiscali in Portogallo dalľ'art. 19 della convenzione. Possono ottenere la defiscalizzazione tutti i pensionati italiani provenienti dal settore privato.